Aggiornamento professionale OSS: dal 2025 nuovo obbligo formativo e responsabilità dei datori di lavoro

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OSS, Operatore Socio Sanitario: nuovo obbligo formativo 

Il profilo dell’Operatore Socio-Sanitario, OSS,  è stato profondamente aggiornato dall’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, recepito con il DPCM 25 marzo 2025 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2025.

La riforma non interviene soltanto sulle competenze dell’OSS e sull’organizzazione del percorso necessario per conseguire la qualifica: una delle novità più rilevanti riguarda infatti l’introduzione dell’obbligo di aggiornamento professionale continuo.

Non si tratta più, quindi, di una formazione lasciata esclusivamente all’iniziativa personale dell’operatore. La normativa attribuisce un ruolo preciso anche alle Aziende e agli Enti che impiegano personale OSS, chiamati a programmare annualmente l’aggiornamento dei propri dipendenti.

Testo DPCM 25 marzo 2025

Quante ore di aggiornamento deve svolgere un OSS?

L’articolo 18 dell’Accordo stabilisce che gli Operatori Socio-Sanitari devono frequentare eventi formativi di aggiornamento riguardanti gli ambiti operativi di propria competenza per una durata complessiva di almeno un’ora per ogni mese lavorato nell’anno di riferimento.

Un OSS che abbia lavorato per tutti i dodici mesi dell’anno dovrà quindi svolgere almeno 12 ore di aggiornamento professionale. Per chi abbia lavorato soltanto una parte dell’anno, il monte ore dovrà essere determinato in proporzione ai mesi effettivamente lavorati.

La disposizione prevede anche la possibilità di completare la formazione nel triennio successivo. L’obbligo decorre dall’anno seguente a quello in cui è stata conseguita la qualifica.

I contenuti dell’aggiornamento devono essere pertinenti alle attività svolte dall’operatore. Possono riguardare, ad esempio, la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza, la sicurezza della persona assistita, la rilevazione dei parametri vitali, le tecniche di mobilizzazione e la comunicazione con utenti e caregiver.

Questa esigenza di aggiornamento è coerente con il nuovo profilo dell’OSS, chiamato a operare in contesti sanitari, sociosanitari e socio-assistenziali sempre più  complessi e ad assumere responsabilità precise nella corretta esecuzione delle attività attribuite.

La responsabilità del datore di lavoro

Uno degli aspetti centrali della nuova disciplina riguarda il ruolo delle Strutture che impiegano OSS.

L’Accordo prevede espressamente che le Aziende e gli Enti del Servizio sanitario regionale, così come gli Enti privati, inseriscano l’aggiornamento annuale dei dipendenti OSS nei propri piani formativi, nel rispetto degli obiettivi e degli indirizzi definiti a livello regionale.

Il datore di lavoro è responsabile di organizzare e governare il processo, individuando i fabbisogni e le esigenze formativi, pianificando le attività, verificando la coerenza dei contenuti con le mansioni svolte e conservando la documentazione necessaria a dimostrare l’effettiva partecipazione dei lavoratori.

Non è sufficiente limitarsi a chiedere al singolo OSS se abbia seguito autonomamente un corso. L’aggiornamento deve essere inserito in un percorso aziendale definito, coerente con il contesto operativo e affidato a soggetti legittimati a erogarlo.

Anche l’operatore ha comunque il dovere professionale di partecipare alle attività formative programmate e di contribuire al mantenimento delle proprie competenze. Un eventuale rifiuto ingiustificato potrà essere valutato dal datore di lavoro secondo le regole contrattuali e disciplinari applicabili.

Attenzione ai corsi acquistati individualmente dagli operatori

Sul mercato sono già presenti numerosi corsi presentati come “aggiornamento OSS” e rivolti direttamente ai singoli operatori. È però importante chiarire che non tutti questi corsi sono validi per dimostrare il rispetto dell’obbligo previsto dall’Accordo.

La semplice presenza della dicitura “corso di aggiornamento OSS” nell’offerta commerciale non è sufficiente. Occorre verificare almeno tre elementi:

1) il soggetto erogatore rientri tra quelli previsti dalla normativa;

2) il contenuto del corso sia effettivamente pertinente agli ambiti operativi dell’OSS;

3) la formazione sia correttamente inserita, riconosciuta e tracciata nell’ambito del piano formativo della struttura.

L’Accordo stabilisce che i corsi di aggiornamento possano essere erogati dalle Aziende e dagli Enti del Servizio sanitario regionale oppure dagli Enti formativi accreditati o autorizzati dalle Regioni a erogare la formazione degli Operatori Socio-Sanitari.

Di conseguenza, un corso acquistato autonomamente dal lavoratore presso un soggetto non qualificato, oppure privo di un programma coerente e di adeguata documentazione, potrebbe non essere sufficiente ai fini dell’adempimento. Prima di riconoscere un’attività svolta individualmente dal dipendente, la struttura deve quindi verificarne attentamente validità, contenuti, durata e soggetto erogatore.

Obblighi per le strutture/ Le responsabilità per le strutture/ Il ruolo e i compiti delle Strutture

Per RSA, cooperative sociali, cliniche, strutture residenziali, servizi domiciliari e altri enti che impiegano OSS, la priorità è costruire un sistema semplice ma tracciabile.

La Struttura deve definire annualmente il numero di operatori interessati, calcolare il monte ore necessario, individuare i contenuti più coerenti con i servizi erogati e programmare i corsi in modo compatibile con l’organizzazione del lavoro.

È inoltre necessario conservare il piano formativo, i programmi dei corsi, i registri delle presenze, gli attestati e ogni altra evidenza utile a dimostrare lo svolgimento dell’aggiornamento.

Il catalogo di aggiornamento OSS di ESSEMME

ESSEMME – Soluzioni per il Miglioramento, agenzia formativa accreditata presso la Regione Lazio e autorizzata all’erogazione dei percorsi per Operatore Socio-Sanitario, ha predisposto un catalogo di corsi di aggiornamento dedicato alle Strutture che impiegano personale OSS.

I percorsi possono essere selezionati e organizzati sulla base delle esigenze della singola struttura, delle attività effettivamente svolte dagli operatori e del numero die da programmare. ESSEMME supporta inoltre le Aziende nella definizione del piano formativo annuale e nella corretta tracciabilità delle attività svolte.

I piani formativi possono anche essere finanziati, in tutto o in parte, attraverso i Fondi Interprofessionali, consentendo alle strutture di assolvere all’obbligo di aggiornamento riducendo o azzerando i costi della formazione.

Catalogo aggiornamento corsi OSS